La Via Francigena

In viaggio sulle orme dei pellegrini medievali: un cammino nella natura tra tesori dell'arte e della storia

Correva l'anno 990 quando Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, si recò a Roma per ricevere il Pallium arcivescovile dalle mani del Papa. Sulla via del ritorno, Sigerico annotò tutte le soste, da lui chiamate submansiones, in un diario di viaggio, importantissima testimonianza storica che ci permette di ricostruire quello che era il percorso di pellegrinaggio probabilmente più battuto attorno all'anno Mille. Ma la storia della Francigena va oltre la testimonianza di Sigerico e ci porta ancora più indietro nel tempo. L’origine del percorso risale ai Longobardi, che già nel secolo VI valicavano Monte Bardone fra Berceto e Pontremoli, in corrispondenza dell’attuale passo della Cisa, tracciando un percorso sicuro per raggiungere l’antico scalo marittimo di Luni e la Tuscia, lontano dagli itinerari controllati dai Bizantini, loro nemici irriducibili.

Con i Franchi e i Carolingi la strada divenne via di grande comunicazione che, raggiungendo Lucca, si dirigeva verso Altopascio, oltrepassava l’Arno, e percorreva tutta la Val d’Elsa, sino a Siena. Da qui, seguendo la Cassia, attraversava le valli dell’Arbia e dell’Orcia per raggiungere Roma. La Via Francigena si snodava lungo i principali centri abitati del tempo, collegando i luoghi sacri del mondo cristiano. Negli anni, monumenti e tesori d’arte arricchirono i principali centri del percorso, come la splendida cattedrale di Lucca, l’Ospedale di Santa Maria della Scala a Siena e le preziose reliquie custodite nelle chiese. La via mise in comunicazione l’area mediterranea con quella del Mar del Nord e divenne ben presto un’arteria transitata da uomini e merci, contribuendo così al rifiorire del grande commercio europeo.

Il cammino è oggi un importante itinerario culturale che collega Canterbury e Roma, alimentato dall’emozione di calcare tracce lasciate nei secoli, di attraversare paesaggi incontaminati costellati di tesori artistici, di entrare in contatto con le tradizioni dei luoghi. L’itinerario si sviluppa lungo aree poco o per niente industrializzate e per questo favorisce la formazione di un panorama della mente, un luogo buono per l’immaginazione.

Viaggiare lentamente - Percorrendo il tratto toscano della Via Francigena col ritmo lento del viandante, si segue un itinerario ricco di storia e di tradizioni. Dal Passo della Cisa a Pontremoli, lungo una mulattiera tra boschi e Medioevo fino alla splendida Pieve di Sorano a Filattiera e poi da Aulla fino alla vista del mare. Si prosegue attraversando borghi fortificati fino Massa e Pietrasanta, in Versilia, al lato del crinale delle Alpi Apuane e si giunge a Lucca. Un viaggio che facilita il contatto con la natura e con le persone. Ci si ferma per meditare, per scoprire, per capire l’arte, la storia, la cultura, la natura, la religiosità dei luoghi.

Proseguendo lungo le valli della Toscana centrale, tra Altopascio e Fucecchio, si attraversa l’Arno e si giunge nell’antica San Miniato. Lungo i suggestivi crinali collinari della val d’Elsa, in un continuo saliscendi fra colline ricoperte di vigneti, oliveti e campi coltivati e alla medievale San Gimignano. Attraversato il centro di Siena, lungo le strade bianche della Val d’Arbia si attraversa Buonconvento e si giunge nella Val d’Orcia, fino al borgo medievale fortificato di San Quirico d'Orcia. La Via Francigena lascia poi la Toscana e si immette nel Lazio poco dopo essersi lasciati alle spalle la cittadina di Radicofani.

La Via Francigena propone un tragitto che per bellezza e capacità di evocazione è paradigma del nuovo modo di viaggiare lentamente, facendo dell'itinerario - a piedi, a cavallo, in bici o anche in macchina - un viaggio interiore, un percorso dello spirito, religioso o laico che sia, che arricchisce la storia e l’esperienza personale, un’offerta culturale e ambientale qualificata per un turismo consapevole rispettoso di territori e popolazioni.