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Pianosa, muretti a secco e giardini
Photo ©Shutterstock / Claudiovidri

Camminiamo alla scoperta della storia e della natura dell’isola del silenzio

Pianosa, trekking nel paradiso verde e azzurro

Trekking&Outdoor by Trekking&Outdoor
PRIMA TAPPA
Dal Porticciolo alla Villa di Agrippa Postumo
Pianosa, il porticciolo
Pianosa, il porticciolo - Credit: Shutterstock / Marco Saracco

Si tratta della escursione più nota dell'isola, una facile passeggiata costiera tra i colori e i profumi della macchia mediterranea che conduce al promontorio nord di Pianosa. Durante il percorso la guida vi farà apprezzare la sedimentazione storica che caratterizza l’isola assieme ai più importanti aspetti naturalistici. L'escursione ha inizio dal porticciolo, da dove si raggiunge il paese con un breve rettilineo fino al cortile antistante la chiesa, presso l’ingresso nella colonia penale agricola. Una volta oltrepassato l’alto muro di recinzione che separava l'abitato dall'area della prigione, si imbocca la pista assolata che all'inizio corre lungo il muro per poi allontanarsene seguendo la linea di costa per raggiungere i resti della Villa di Agrippa Postumo. Camminiamo tra i resti della Villa, dove Agrippa fu inviato in esilio tra il 7 e il 14 d.C. ad opera di Augusto. L’imperatore che lo aveva adottato intendeva così favorire per la sua successione l'ascesa di Tiberio, eliminando uno scomodo rivale. Dell'antica serie di edifici che originariamente erano pavimentati con mosaici bianchi e neri e ornati con decorazioni mitologiche marine, rimangono oggi le rovine di un piccolo teatro, dei bagni termali, della sala di rappresentanza, di due ninfei e di una terrazza affacciata sulla baia. Sono le aree che secondo gli storici romani Agrippa preferiva, pescando e oziando di fronte al mare.

SECONDA TAPPA
Dalla villa di Agrippa Postumo al porticciolo
Pianosa, le mura esterne della Casa del Marchese
Pianosa, le mura esterne della Casa del Marchese - Credit: Shutterstock / Stefano Cellai

Lasciamo alle nostre spalle i resti archeologici e le vicende di Agrippa, per proseguire la nostra escursione che continua a poca distanza dal mare. Mentre camminiamo osserviamo le grandi quantità di posidonia che si depositano sulle rive svolgendo l’importante funzione di trattenere la sabbia. Sugli scogli al largo sostano alcuni marangoni, mentre la nostra pista punta verso l’interno, raggiungendo,  con un caratteristico rettilineo, le rovine della Casa del Marchese, nota anche come il Convalescenziario. Era, infatti, il luogo in cui i detenuti malati – in particolare di tubercolosi - passavano il periodo di convalescenza e proprio per ragioni di profilassi si era scelto di adibire a questa funzione l'edificio più distante dal porticciolo. Poco distante visitiamo un'altra bellissima insenatura dai mille riflessi. Quello che per noi oggi è un bel paesaggio, per gli antichi romani doveva rappresentare, nell’isola “ingannatrice dei naviganti”, un punto di approdo tutt’altro che tranquillo e sicuro, come ci raccontano i resti delle anfore rinvenute. Il fondale spesso basso lungo le coste faceva di Pianosa un’isola di difficile attracco. Tornati al paese, oltre alla sosta presso il punto di ristoro, visitiamo la mostra che racconta la storia di Pianosa, del suo abitato e della colonia penale. Prima di far ritorno al porticciolo, camminiamo ancora nel paese fantasma con le vie intitolate a personaggi legati alla lotta contro la mafia.

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Arte e Cultura